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Negli ultimi giorni è tornata in discussione l’introduzione di due nuovi incentivi che potrebbero dare slancio al mercato immobiliare: uno rivolto all’acquisto di immobili efficienti dal punto di vista energetico (“case verdi”), l’altro pensato per giovani under 36 che cercano di accedere alla prima casa. L’obiettivo dichiarato è di favorire la domanda in un momento di mercato ancora incerto e costi crescenti, provando a rendere più accessibili gli immobili e stimolare sia l’acquisto che il rinnovamento edilizio.
Secondo un recente studio, la chiusura di molti negozi ha effetti concreti sul valore degli immobili nei quartieri interessati. Nelle aree colpite dalla “desertificazione commerciale”, il valore delle abitazioni può diminuire fino al 16 per cento rispetto a zone analoghe con un tessuto commerciale attivo. In confronto a zone ricche di negozi, la differenza può arrivare al 36–39 per cento.
Il nuovo Osservatorio sul mercato immobiliare 2025 fotografa un settore in ripresa, sostenuto soprattutto dagli acquisti finanziati tramite mutuo. Le compravendite registrano un incremento significativo rispetto all’anno precedente, segno che molte famiglie stanno tornando a investire nell’acquisto della casa pur con maggiore prudenza. Gli acquisti effettuati con disponibilità liquide restano invece sostanzialmente stabili, mostrando un mercato più dipendente dal credito.
Il debito immobiliare detenuto dalle banche europee è diminuito di 74 miliardi. Un dato che segnala un rallentamento dell’esposizione bancaria verso il settore, favorito sia dall’allentamento delle condizioni finanziarie sia da un ritorno di interesse da parte dei soggetti non bancari.
L’OMI ha aggiornato le modalità di consultazione delle quotazioni immobiliari, rendendo il sistema più intuitivo e dettagliato. La nuova procedura permette di accedere con maggiore facilità ai valori reali del mercato, suddivisi per zona, microzona e tipologia di immobile. Questo aggiornamento rappresenta un passo avanti per chi desidera ottenere una valutazione accurata del proprio patrimonio.
Secondo le ultime analisi del mercato immobiliare, circa il 24% degli acquirenti dichiara una disponibilità di spesa fino a 119.000 €. È un dato che racconta quanto, nonostante l’inflazione e le pressioni sui tassi, una parte significativa della domanda resti concentrata su immobili economici o di piccola metratura.
La dichiarazione IMU per il 2025 non è obbligatoria per tutti i proprietari, ma solo per specifici casi. Tra gli immobili interessati ci sono quelli che nel 2024 hanno usufruito di agevolazioni o esenzioni (ad esempio fabbricati inagibili, di interesse storico-artistico, concessi in comodato), quelli che hanno subito variazioni rilevanti (come cambio di destinazione d’uso, fusione, frazionamento, passaggio di proprietà) oppure quelli per cui il Comune non dispone delle informazioni necessarie per verificare il corretto calcolo e pagamento dell’imposta.
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